I farmaci anti-reumatici

 
 
Infliximab (Remicade)
   

Terapia biologica (anticorpo monoclonale chimerico) anti-Tumor Necrosis Factor (TNFa), citochina pro-infiammatoria che gioca un ruolo centrale nella patogenesi dell'AR.
Il farmaco può essere somministrato solo in Ospedale, in ambiente specialistico reumatologico, anche considerati gli elevati costi. Sono previste infusioni endovenose lente (2 ore almeno), 3 mg/Kg, ogni due mesi. E' raccomandata l'associazione con Methotrexate. Autorizzato per la terapia dell'AR attiva, evoluta, dove siano fallite associazioni terapeutiche che comprendessero Methotrexate alla posologia di almeno 15 mg/settimana. Impiegato nelle prime fasi di malattia reumatoide è in grado di arrestare l'artrite e il danno anatomico articolare.
Il Remicade, anche nella nostra esperienza, si è dimostrato molto efficace.
Oltre 70% dei malati con AR refrattaria ad altri trattamenti hanno risposto in modo significativo al farmaco.
Gli effetti collaterali di più frequente osservazione sono: infezioni e reazioni vasomotorie durante l'infusione. Segnalate riaccensioni anche gravi di pregresse tubercolosi. Per questo motivo, prima di iniziare la terapia è necessario verificare la negatività alla intradermo-reazione di Mantoux e della radiografia del torace.

Vi sono state segnalazioni di linfomi e di altri tumori che, tuttavia, non sono statisticamente superiori a quanto osservato nei malati di artrite non esposti a questo farmaco.
Il farmaco è molto efficace anche nella spondilite, nella psoriasi e nella artrite psoriasica.
Da sospendere se la malata resta gravida.

Da un anno è disponibile Simponi (golimumab), altrettanto efficace di Infliximab, ma con il vantaggio di essere somministrato sottocute una volta al mese. Dispensatore monouso per le sottocutanee indolore.

Dr. Roberto Gorla

     
 

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